Interviews:


Il Corriere della Sera
4 Aprile 2007


La Repubblica
4 Aprile 2007

 


Video
TG3- 11-4-2007

 

Fabio Armiliato e Daniela Dessì
Fabio Armiliato e Daniela Dessì
credit: Marco Brescia - Teatro alla Scala








Daniela Dessì
Daniela Dessì
credit: Marco Brescia - Teatro alla Scala







Fabio Armiliato e Daniela Dessì
Fabio Armiliato e Daniela Dessì
credit: Marco Brescia - Teatro alla Scala







gli applausi per Daniela Dessì
gli applausi per Daniela Dessì
credit: Marco Brescia - Teatro alla Scala

 

"Daniela Dessì  ha voce piena, risonante, sicura in tutta la gamma e si avvale di un fraseggio da autentica incantatrice della parola cantata, miniato in ogni più piccolo dettaglio."
N. Salmoiraghi - L'OPERA




 
Video: "La dolcissima effige"  
 

  


Video: "Poveri fiori"   

 

LOVE DUETS - Philips

 

 

 

 

ADRIANA LECOUVREUR  

Milano SCALA: 10, 13, 17, 19 Aprile

CAST

 Adriana Lecouvreur   DANIELA DESSI
    Maurizio di sassonia
   FABIO ARMILIATO
                  Michonnet   CARLO GUELFI
     
 Principessa di Boullion   LUCIANA D'INTINO
                  L'Abate   LUCA CASALIN
            Il Principe   FRANCO LUFI
                    

___________

Conductor   Stegano RANZANI

     Regia   LAMBERTO PUGELLI


 


L'allestimento di Adriana è polveroso, per fortuna c'è la voce di Dessì
 
In scena alla Scala l'opera musicata da Francesco Cilea. Buona la bacchetta di Ranzani.

Adriana Lecouvreur, prima attrice della Comédie française, e la principessa di Bouillon si contendono gli affetti del giovane Maurizio, principe di Sassonia e aspirante al trono di Polonia. In un '700 amorale ricco di intrighi d'alcova e di politica, la principessa avvelena, per gelosia, la rivale. Il dramma di Arturo Colauti musicato da Francesco Cilea, in scena al Teatro alla Scala di Milano fino al 28 aprile, è stato un grande successo di pubblico fin dalla prima nel 1902. L'opera, considerata impropriamente parte del ´verismo musicale', è vicina all'´opéra lyrique' francese di Massenet: all'essenza patetica della vicenda centrale si giustappone un'ambientazione lussureggiante con uso di strumenti e musica d'epoca. Il tutto è soffuso da un decadente lirismo sia vocale sia della scrittura orchestrale, rivalutata negli ultimi anni da direttori come Stefano Ranzani. Anche se i quattro protagonisti hanno ciascuno uno spessore, Adriana Lecouvreur è un'opera per primedonne, il cui nome è legato a Magda Oliviero, Renata Tebaldi, Antonietta Stella e in tempi più recenti a Rajna Kabaivanka, Mirella Freni e Montserrat Caballé. La protagonista sul palco del teatro milanese, Daniela Dessì, rende l'allestimento diretto da Lamberto Pugelli meritevole di essere visto e ascoltato. La cantante coglie di Adriana il lirismo appassionato nel primo e del quarto atto, e la sensualità del secondo e del terzo atto. Accanto a lei, Fabio Armiliato è un Maurizio dalla voce generosa e dal timbro chiaro e Luciana d'Intino una principessa di Bouillon che eccelle nelle tonalità gravi. Carlo Guelfi (Michennot) pare diventato un caratterista. L'allestimento (regia, scene, costumi) era già tradizionale quando venne varato nel 1989. Ora è polveroso, oleografico e minuzioso. Piace al pubblico delle prime, ma non traduce il lirismo sensuale che pur domina in scena e in buca, dove Stefano Ranzani riesce a sottolineare il chiacchierar cantando, uno degli aspetti più innovativi del lavoro.

Giuseppe Pennisi - Milano Finanza; 12-4-2007


Daniela Dessi è tornata a rivestire il ruolo della protagonista e l'ha fatto con la classe vocale che da sempre la contraddistingue. Di Adriana, Daniela Dessi privilegia il «còté» lirico e fragile, che impreziosisce di un gioco di piani e colori timbrici acquarellati. Arrivato al quarto atto, il soprano ha sfoderato tutte le risorse di un canto vibrante, palpitante, intenso, dagli accenti commoventi.
   Non meno trascinante il Maurizio di Sassonia di Fabio Armiliato, un tenore che sta vivendo una sorprendente maturità artistica e che troviamo rinnovato e migliorato ad ogni nuovo incontro. Voce e tempera­mento d'artista generosi, Armiliato oggi immaschera perfettamente i suoni che danno origine ad acuti squillanti e lungamente sostenuti, ma il cantante ha anche i
mparato a sfumare, a giocare di mezzevoci - paradigmatica in questo senso l'impeccabile esecuzione di quell' aria tutt'altro che facile che è «L'anima ho stanca », cantata mirabilmente sul fiato e fraseggiata con grande gusto - e ad usare con estrema intelligenza musicale un organo forse non privilegiato in natura in quanto a timbro, ma che comunque lo pone, oggi, tra i primi tenori sulla scena internazionale.  

 

N. Salmoiraghi - L'OPERA : Maggio 2007



Famiglia Cristiana - 22 Aprile 2007


Milano - Teatro alla Scala: Adriana Lecouvreur

 
Una delle più importanti artiste che nell’ultimo decennio abbia interpretato con successo il ruolo di Adriana è senza dubbio Daniela Dessì; ed è ancora una volta al bravo soprano genovese (fu già protagonista nella ripresa del 2000) che è stata affidata l’ennesima ripresa scaligera del collaudato e ancora gradevole allestimento creato nel 1989 da Lamberto Puggelli, con scene di Paolo Bregni e costumi di Luisa Spinatelli. La prima rappresentazione a cui abbiamo assistito ieri sera ha visto Daniela Dessì totalmente padrona del difficile ruolo di Adriana: in apertura d’opera, la difficile romanza “Io son l’umile ancella”, ha evidenziato qualche leggera difficoltà nell’emissione dell’artista – forse dovuta al fatto che la voce non era ancora sufficientemente calda – che ci è parsa un po’ debole e non sufficientemente rotonda, tuttavia il prosieguo della recita è stato semplicemente perfetto per crescendo vocale e emotivo che sono maturati di pari passo con un’interpretazione che si è fatta sempre più passionale e drammatica. Splendida è stata la resa vocale del difficile duetto con la Principessa di Bouillon, caratterizzante la scena decima del secondo atto, così come particolarmente emozionante è stato il declamato “Giusto Cielo! Che feci in tal giorno?” in chiusura del terzo atto. Il quarto atto ha visto Daniela Dessì toccare l’apice della sua interpretazione con un “Poveri fiori” da manuale e un “Scostatevi, profani!... Melpòmene son io!” da lasciare letteralmente la sala senza fiato.
Fabio Armiliato ha vestito positivamente i panni di Maurizio, conte di Sassonia, tuttavia a differenza della sua partner nell’opera e consorte nella vita, è partito molto bene in termini di resa vocale; ha interpretato la sua romanza d’esordio “La dolcissima effige” con toccante abbandono lirico, emissione rotonda, morbida, totalmente priva di forzature. Nel secondo atto ha cantato bene e con la generosità che lo contraddistingue “L’anima ho stanca”.
 
Danilo Boaretto  OPERACLICK - 12-4-2007

 


  ADRIANA, TRA VIOLETTE E VENDETTE..

Prima scaligera dell'altra sera: l'opera mette insieme un cast che convince.
Daniela Dessì, Adriana, è un soprano impotante di bellissima vocalità e intelligenza scenica. Riesce a sostenee con classe e stile ogni variante stilistica, e non sono poche, del suo ruolo. Magnifica nel finale dove oscilla tra la passione più struggente e la finzione del vissuto.
Fabio Armiliato, Maurizio, sucita giudizi divergenti. Ci sono gli implacabili. poi quelli come noi che ne ammirano la qualità della voce, la forza, la timbratura, l'intonazione, la potenza e la generosità. E poi, come sa amare !
Infatti quando alla fine, tra una violetta e una vendetta, i due eroi si ritrovano, sanno emanare una ensione da far piangere le pietre. Oltre che placare i vociologhi.
Luciana D'Intino, magnifica, cupa, incisiva, regale come la Principessa che esprime.
Michonnet, direttore di scena, è lo struggente e ottimo Carlo Guelfi.

Successo per tutti, fiori e ovazioni per Daniela Dessì.

Elsa Airoldi - IL CORRIERE DEL TICINO, 12/4/2007


Quanta emozione nella morte della Lecouvreur

Adriana Lecouvreur è una grande attrice tragica francese; il suo amante, il Conte di Sassonia in incognito, la trova bella come la bandiera; la sua rivale la avvelena via naso con un mazzo di violette; lei muore recitando in delirio in un teatro immaginario. Nell’Ottocento, Scribe e Legouvé, che sapevano servire le primedonne e il pubblico, ne fecero un drammone di successo; e Francesco Cilea, parigino nei sogni e calabrese di nascita, un melodramma con la ricetta dell’opera verista dei suoi giorni, il canto sempre spianato e l’orchestra sempre addosso i cantanti, e tanto ambiente, ma con delicatezza classica e gentile. Era il 1902. Su Adriana si è posata ormai una specie di polvere dorata. Alla Scala, viene ripresa nell’allestimento quasi ventenne creato per Mirella Freni con Fiorenza Cossotto, profumato di nostalgia dal genio di Gavazzeni direttore. Interpreti in gran parte già qui sperimentati. Sono note la voce ammaliante e l’emozione sincera di Daniela Dessì anche in questo personaggio; è quasi sorprendente la felicissima maturazione, voce e presenza, di Luciana d’Intino: vibrante voce e gesti, Fabio Armiliato; generoso ancorché un po’ ingombrante Carlo Guelfi; tenerelli ballerine e ballerini. Tutti, panneggiati con classe da Luisa Spinatelli, camminano agitando le braccia quando cantano, fra pilastroni e colonnine e tendaggi che si aprono e si chiudono, nella scenografia di Paolo Bregni, per la regìa tutta atmosfere di Lamberto Puggelli. Il pubblico applaude coralmente.

Lorenzo Arruga  IL GIORNALE - 12-4-2007

 


Milano / Scala: ADRIANA LECOUVREUR am 17.4.2007

Eine Wohltat für Aug und Ohr!

Die Inszenierung aus 1989 wurde gut auffrisiert. Für ungeliebte Menschen waren vergiftete Veilchen die Vorgänger der Briefbomben. Im stimmungsvollen Bühnenbild agierten Daniela DESSIin der Titelrolle und Fabio ARMILIATO als Maurizio von Sachsen. Die beiden waren ein herrlich singendes Liebespaar. Die Prinzessin von Bouillon sang prachtvoll in den Fußabdrücken der Simionato die junge Luciana D'INTINO. Somit ergab sich ein hervorragendes Dreiergespann. Da fiel Carlo GUELFI als gut agierender Vaterfreund stimmlich doch sehr ab. Auch die kleineren Rollen waren gut besetzt. Stefano RANZANI am Pult hat für Verismo offenbar das richtige "Handerl".

Eine auch "staatsopernwürdige, wunderschöne Oper, spannend, manchmal an Andrea Chenier erinnernd - das wäre doch etwas für Wien. Noch dazu eine Inszenierung ohne Fetzenkleider und Koffer. Herr Direktor der Zukunft, so kann man sich Freunde machen!
 

Elena Habermann  DER NEUE MERKER 18-4-2007

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Un piacere per occhi e orecchie!

La produzione del 1989 è stata ben adattata. Per persone non grate le violette evvelenate erano i predecessori delle lettere-bomba. Nella suggestiva scenografia si muovevano Daniela Dessì nel ruolo di titolo e Fabio Armiliato come Maurizio di Sassonia. I due erano una coppia di amanti dal canto veramente formidabile. La principessa di Boullion, nella persona di Luciana D'Intino, cantava eccellentemente, ricalcando le orme della giovane Simionato. Così si aveva un'eccellente cordata a tre.
Vocalmente distanziato ma con buona presenza scenica Carlo Guelfi nelle vesti dell'amico paterno. Anche i ruoli minori erano stati scritturati bene. Stefano Ranzani sul podio ha apparentemente la mano giusta per il verismo.

Un'opera bellissima, anche questa "degna" della Staatsoper, di grande tensione, che in qualche momento ricorda Andrea Chénier - sarebbe una bella scelta anche per Vienna. Inoltre potremmo avere finalmente una produzione senza abiti da boutique e valigie.
Un appello al  prossimo Signor Direttore (di Vienna): così si può
rendere felice il Pubblico !

Eena Habermann - DER NEUE MERKER 18-4-2007