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RECENSIONI
Perfettamente azzeccata ed in forte sintonia con la
lettura registica di Del Monaco mi è sembrata la scelta artistica di
affidare a Fabio Armiliato e Daniela Dessì i ruoli legati alla coppia
protagonista di questa produzione.
A Fabio Armiliato è sufficiente pronunciare il breve ingresso di "Madama
la Contessa?" per far capire al pubblico in sala che il suo è un Andrea
Chénier animato da nobiltà autentica, caratterizzata da doti quali lealtà,
schiettezza, rispetto, coraggio, sposati, nel suo caso, ad un sincero animo
poetico. Il difficile "Improvviso" è eseguito ottimamente con una
particolare cura alla dinamica delle frasi in un alternarsi di slanci
passionali sostenuti con sicurezza, intercalati da lirici abbandoni in un
crescendo di tensione drammatica che vede come culmine dell’invettiva il
difficilissimo ma perfettamente riuscito "contro agli uomini le lagrime
dei figli"; il monologo d’ingresso è chiuso da Armiliato con un Si
bemolle pieno e squillante al quale il pubblico decreta un generoso e
prolungato applauso. Il delinearsi dell’animo poetico e al contempo fiero di
Chénier è ottimamente completato da Armiliato, nel corso dei successivi
momenti topici a lui riservati. "Si, fui soldato" è cantato con
ottimo legato, colorando e sfumando frasi quali "Con la mia voce ho
cantato la patria!" riuscendo così a portare, anche eroicamente, in
evidenza tutta la lealtà ed il sincero amore del poeta per la propria terra.
Nel corso di quest’aria molto riuscita è risultata l’indicazione registica
che porta Chénier a impugnare una bandiera francese stesa su una tavola a
mo’ di tovaglia e con estrema decisione avvolgervisi con passione
patriottica. A suggello di una prestazione che pone, senza ombra di dubbio,
Fabio Armiliato fra i pochissimi che possono essere considerati, odierni
interpreti di riferimento di questo ruolo, vi è la romanza del quarto quadro
"Come un bel dì di maggio" cantata con notevole passione, buon gusto
ed estrema sicurezza. La buona prova vocale e interpretativa di Armiliato è
stata suggellata da un’ottima resa scenica per la quale ha senza dubbio
giovato, così come sugli altri interpreti, la mano di Giancarlo Del Monaco.
Al fianco del protagonista maschile, a vestire i panni di Maddalena di
Coigny era una toccante Daniela Dessì la quale fa crescere caratterialmente
il personaggio nel corso dell’opera, in maniera davvero eccezionale. Nel
corso del primo quadro è bravissima, sia vocalmente che scenicamente, a far
emergere il lato frivolo, sbarazzino e leggero di una giovane ragazza
aristocratica che vive in un mondo fatto di feste, parrucche e volti
incipriati. Nei quadri successivi sfrutta adeguatamente le molte doti in suo
possesso, quali: carisma interpretativo, ottima tecnica vocale e voce di
timbro splendido per far risaltare l’amore passionale e profondo che nutre
per Chénier, ma soprattutto per cesellare una "Mamma morta" cantata
con accenti vibranti e dolenti, tali da far trasparire tutto il dolore
subito e la rassegnazione per un futuro che senza il suo Chénier, non c’è.
Il pubblico che ha seguito ogni nota trattenendo letteralmente il fiato,
alla fine della romanza, è esploso in un’autentica ovazione.
A quanto già scritto voglio aggiungere e sottolineare le emozioni che la
coppia protagonista è riuscita, con grande naturalezza, a trasmettere
durante i fondamentali duetti toccando vertici di passione amorosa a
chiusura del secondo quadro e di grande drammaticità a chiusura dell’opera.
Tra l’altro, proprio in riferimento al duetto finale, va detto come le
notevoli difficoltà poste dalla partitura, e non ultimo da una suono
orchestrale eccessivo, siano state superate, da entrambi, con successo.
Danilo Boaretto OPERACLICK.COM - 18.5.2005
E nella sommessa rievocazione come anche nello
slancio finale Daniela Dessì aveva modo di delineare un canto tra limpidezza
di acuti e sottile finezza di sfumature che ombravano la sua "Mamma morta" e
davano intensità ai suoi slanci drammatici. Il protagonista di Fabio
Armiliato conquistava gradualmente accenti e accorto fraseggio e
un'espressività misurata sottratta all'enfasi che, soprattutto nella seconda
parte, acquisiva apprezzabile rilievo.
Sara Patera
IL GIORNALE DI SICILIA
18 Marzo 2005
"Andrea Chénier" le tinte forti piacciono
Al buon
risultato teatrale dello spettacolo contribuiscono poi anche i bei costumi e
la buona presenza scenica dei cantanti e del coro.
Ma il successo di un´opera come Andrea Chénier passa necessariamente dalle
voci soprattutto quelle dei ruoli protagonisti. Fabio Armiliato, Chénier, e
Daniela Dessì, Maddalena, si fanno apprezzare per la continua ricerca di una
misura interpretativa che coglie il lato più riflessivo e nostalgico di
questi due personaggi ma anche per il trasporto, mai eccessivo, con il quale
affrontano le celebri pagine dell´opera. Per loro applausi e ovazioni
convinte e commosse da parte del pubblico.
Giovanni La Barbera LA REPUBBLICA - 18 Marzo 2005
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