Municipale:
Ovazioni
all'evento
benefico
organizzato dai
Rotary
piacentini.
Mercurio sul
podio della "Toscanini"
Dessì, l'incanto
di una voce
verdiana
Affiatati duetti
con il tenore
Armiliato da
"Don Carlo" e
"Otello"
Piacenza - Grande
successo per un
evento che i
piacentini
ricorderanno: il
recital che ha visto
protagonisti, in
prima linea il
soprano Daniela
Dessì, il tenore
Fabio Armiliato e
l'Orchestra della
Fondazione Arturo
Toscanini. Non solo
un appuntamento di
grande richiamo
musicale, ma anche
una serata benefica
realizzata con la
collaborazione dei
Rotary Club
Piacenza, Farnese,
Sant'Antonino,
Fiorenzuola,
Valtidone, Valle del
Nure e del Trebbia.
L'incasso è stato
devoluto al servizio
di animazione per i
bambini ricoverati
nel Reparto
pediatrico
dell'ospedale, "Casa
Morgana".
Il programma
verdiano della
serata ha subito
alcune modifiche, ma
i brani in scaletta
sono stati quelli
precedentemente
annunciati. Dopo la
Sinfonia
dall'opera "I vespri
siciliani" che ha
inaugurato la
direzione di
Steven Mercurio,
sul podio
dell'Orchestra "Toscanini",
il soprano Dessì,
elegantissima in un
abito nero scollato
con scialle, ha
interpretato
Tacea la notte
placida da "Il
Trovatore"
suscitando da subito
il favore del
pubblico.
Una seconda
parentesi
orchestrale è stata
quella della
Sinfonia dal
"Nabucco", seguita
da La luce langue
da "Macbeth", un
brano che il soprano
ha cantato puntando
sulla sua indubbia
liricità vocale e
sensibilità
interpretativa e
meno sulla
drammaticità, più
intrinseca al ruolo
operistico in
questione. Gli
applausi si sono
levati, ancora una
volta, quando al
fianco di Daniela
Dessì è apparso il
tenore Fabio
Armiliato, suo
compagno sulla scena
e nella vita. Forse
anche in virtù di
un'approfondita
conoscenza
reciproca, il duetto
Io vengo a
domandar grazia alla
mia regina dal
"Don Carlo" è stato
a ragion veduta
molto apprezzato
dagli spettatori.
Inoltre, al di fuori
del melodramma per
intero, molto
raramente il brano
viene proposto in
concerti. Una vera
"chicca", insomma.
La scaletta della
prima parte della
serata includeva
anche il Preludio
del I Atto
dell'opera "La
Traviata", che ha
visto protagonista
ancora una volta
l'Orchestra della
Fondazione Arturo
Toscanini.
Il secondo tempo si
è aperto con
l'immancabile
Sinfonia da "La
forza del destino",
un atteso e sempre
applaudito "cavallo
di battaglia" delle
orchestre in tutto
il mondo. Quindi è
seguita l'entrata
dell'affascinante
soprano, questa
volta avvolta in un
abito lungo di seta
cangiante,
arricchito da ricami
in tinta. Dessì ha
interpretato, dalla
stessa opera
verdiana, la romanza
Pace, pace mio
Dio, in cui ha
saputo brillare
ancor di più, dando
il meglio della sua
arte canora.
Nella Sinfonia
dalla "Luisa Miller",
sugli scudi si è
ritrovata nuovamente
la formazione
orchestrale diretta
dal simpatico ed
esuberante maestro
Mercurio. Il soprano
ha dunque intonato
l'Ave Maria
dall'"Otello", una
pagina dolcissima e
particolarmente
adatta alla sua
qualità di voce e
sensibilità
musicale. Le
ovazioni si sono
susseguite anche per
Fabio Armiliato,
interprete di
Dio! Mi potevi
scagliare tutti i
mali da
"Otello", brano in
cui il tenore ha
spiccato, oltre che
per la sua voce
bronzea, anche in
quanto a
temperamento. La
danze da "Otello"
hanno anticipato
l'ultimo brano
previsto, Già
nella notte densa,
duetto d'amore
dall'Atto I di
"Otello", melodramma
del quale sono stati
eseguiti più pezzi.
Visti i lunghissimi
applausi e le
ovazioni del
pubblico del Teatro
Municipale, presente
in sala numeroso,
Dessì e Armiliato
hanno concesso un
bis: l'immancabile
Brindisi da
"La Traviata",
durante il quale il
direttore
d'orchestra ha
invitato gli
spettatori a battere
le mani tenendo il
tempo.
Un gran finale per
una splendida
serata, che ha
certamente
soddisfatto e
coinvolto tutti i
presenti. Solo un
piccolo appunto:
anche da voci di
sala, l'Orchestra
della Fondazione
Arturo Toscanini,
pur nella sua
bravura, si è
espressa talvolta in
maniera un po'
troppo rumorosa,
specialmente per
quanto riguarda le
parti degli ottoni.
Nel frattempo, è
stata inaugurata la
bella mostra al
Ridotto "Cantelli il
sogno di Toscanini"
per commemorare i 50
anni della morte di
Arturo Toscanini,
che diresse al
Municipale per la
prima volta proprio
il 28 aprile del
1900 (la seconda il
6 novembre del
1920), e in ricordo
di Guido Cantelli,
il giovane direttore
che il maestro aveva
designato come suo
erede. Presenti i
familiari di
entrambe le
famiglie. Ricordiamo
che l'esposizione,a
organizzata con
Kiwanis Club Novara
Monterosa e il
contributo di Ocean
Energy, resterà
aperta fino al 13
maggio.