Recital al Teatro alla Scala di Milano

Milano: 19 Gennaio 2009

Recital di Daniela Dessì alla Scala

In un abito fastoso, dai delicati riflessi acquamarina, alternato nella seconda parte ad un altro rosso vivo, Daniela Dessì fa il suo ingresso sul palcoscenico della Scala, lunedì 19 gennaio. L’accoglie un uragano di applausi. Il recital inaugura la stagione dei Concerti di Canto. Al pianoforte Marco Boemi...La Dessì si muove con arte sicura che poggia sulla voce fascinosa, su un canto di bella scuola e salda tecnica, illuminata dal sagace talento di abile fraseggiatrice. Per questo motivo, il momento più alto del programma è il Rcitativo e Aria di Lia da L’enfant prodigue... Dessì l’interpreta con vivace partecipazione drammatica, la dice con intensa emozione...Sulle sue labbra, la domanda di Lia “Azaël! Azaël! Porquoi tu m’as quittée?” svela un tormento che non è lontano da quello della deserta donna, di quella manon di cui, non a caso, la Dessì è interprete di riferimento. Al di là delle considerazioni meramente vociologiche dei melomani, in cerca di paragoni, mi sembra che questa letturabasterebbe a mettere in adeguato risalto il valore storico della cantante. Poi al termine, sotto un diluvio di applausi e di grida in omaggio alla diva, inizia un secondo concerto, quello dei bis...Daniela Dessì sale in cattedra in tutti i brani, brillando sopratutto in Tosca e in Adriana Lecouvreur. In questo caso...la sua voce matura dà piena incarnazione ai personaggi e al loro dramma. La vocalità di Puccini e di Cilea si innerva di una passione febbrile che, senza lederne la linea, al contrario assecondano il disegno melodico, la rende viva e palpitante, mentre la sottrae ad ogni tentazione di inane virtuosismo. Pioggia di fiori e acclamazioni incessanti.

G. Landini - L'Opera


Teatro alla Scala: Recital di Daniela Dessì

La Dessì si accosta al repertorio cameristico proposto sfoderando i punti di forza della propria vocalità: il fascino del timbro morbido e corposo che fluisce lieve e soffice esaltato dall’ottimo legato e valorizzato dal fraseggio appropriato. Lo si avverte subito, già dalle prime note della chanson di Faurè...Ti colpisce immediatamente l’apparente facilità con la quale fluisce la linea vocale, raccolta in una sonorità sempre contenuta ed improntata ad una lirismo delicato ma consistente...La Dessì propone una lettura dalla pulizia quasi strumentale, omogeneizza i contenuti semantici del testo senza esasperarne i contrasti e privilegia l’uniformità del canto. L’artista vive ogni singolo brano nella sua globalità e procede più per sintesi che per analisi, individuando il clima emotivo della chanson e concentrandosi maggiormente sui significati generali...Difficile per un melomane non lasciarsi sedure dalla carnosità scopertamente sensuale del canto di questa soprano...Nei brani cameristici di Debussy...l’interpretazione della Dessì è equilibrata ed improntata ancora una volta alla sobrietà espressiva ed alla purezza dell’emissione...Al termine dell’ultimo brano in programma i calorosi applausi degli spettatori hanno sollecitato l’artista a concedere alcuni bis. La Dessì non si è fatta pregare e ha dato il via a una terza parte della serata che prevedibilmente ha finito con lo scatenareil grandissimo entusiasmo del pubblico milanese. In definitiva, una splendida serata in cui si è avuto modo ancora una volta di apprezzare la classe superiore di un’artista che costituisce da trent’anni a questa parte un riferimento costante per il pubblico e che rappresenta una garanzia per le grandi e preziose qualità del proprio canto e in virtù di una solidità tecnica sempre più rara a trovarsi al giorno d’oggi.

Fulvio Zannella - OPERACLICK