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Jetzt paßts!
„Wurscht“, heute Abend siegte das gut eingespielte Langzeitpaar.
Fabio Armiliato
und Daniela Dessi
sind schon lange am gemeinsamen Lebensweg und kein von den
Printmedien gepuschtes Traumpaar. Umso mehr überzeugten sie heute
Abend mit ihrer Natürlichkeit im Singen und bei diesen Rollen
natürlich auch im Spiel Ganz ohne aufgesetztes Getue. Stimmlich
beide in Hochform, waren alle drei Arien des Renato und natürlich
die leidenschaftlichen Duette immer wieder Höhepunkte. Besonders die
Szene im dritten Akt trieb schon etwas Wasser in die Augen. Die
schöne Manon wäre in Gestalt für Frau Dessi konventionell
gekleidet, nur allzu verständlich. Man sah im zweitem Akt wie
unangenehm sie sich in dieser verblödeten Nichtregie fühlt. Das
Musikalische allerdings litt keine Sekunde darunter. Duette wie
schon erwähnt vom Feinsten, menschlich schwer beeindruckend die
Erkenntnis des Fehlers in der ersten Arie, der Kampf ums Überleben
ging unter die Haut. Den „veristischen Belcanto“ haben diese Beiden
super im Griff, und so gehört es gesungen, ohne jegliches
verzichtbares pseudointelektuelles Getue ohne Töne.
Dr.
Elena Habermann -
Der Neue Merker.
Adesso si che
funziona!
Questa sera vince la vera coppia affiatata. Fabio
Armiliato e Daniela Dessì percorrono da tempo la loro
vita insieme ma non sono una di quelle “coppie da favola”
super-spinte dai media. Proprio per questo nella recita odierna
hanno convinto pienamente nei loro rispettivi ruoli anche come
attori ma soprattutto con la naturalezza del loro canto, senza mai
dover ricorrere ad artifici ostentati. Vocalmente in forma
smagliante, tutte e tre le arie di Renato Des Grieux e gli
appassionanti duetti erano i vertici più alti della serata. In
particolare la scena del terzo atto ha fatto realmente venire le
lacrime agli occhi.
La bella Manon sarebbe stata più facilmente identificabile nella
figura della Signora Dessì, se solo fosse stata vestita in
modo convenzionale. Nel secondo atto si poteva cogliere il suo
disagio per questa stupida "non-regia"; ma la parte musicale non ne
risentiva neanche per un istante. Duetti raffinatissimi, umanamente
impressionante nel riconoscere gli errori commessi e nella sua prima
aria (In quelle trine morbide n.d.t.) l’espressione della
lotta per la sopravvivenza era veramente toccante. Il "Belcanto
Verista" è dominato in modo eccellente da questi due splendidi
interpreti: è così che si canta ! Ci si rende così conto che
di atteggiamenti pseudo-intellettuali, senza musica, si può fare
anche a meno.
Dr. Elena
Habermann - Der Neue Merker
(ANSA) - VIENNA, 6 FEB - Grande
accoglienza a Vienna per i cantanti italiani Daniela Dessì e Fabio
Armiliato in questi giorni alla Staatsoper con Manon Lescaut con la
regia di Robert Carsen e il maestro Miguel Gomez-Martinez sul podio
dell'orchestra dell'opera di stato.
Il regista ambienta il capolavoro di Giacomo Puccini ai giorni
nostri. La scena è sempre la stessa. Al primo atto una strada piena
di negozi di alta moda che sottolineano le fantasie di lusso di
Manon.
Poi la strada si trasforma in un penthouse sullo skyline di
grattacieli di una metropoli moderna, e, infine, diventa un garage
desolato nella scena finale (in originale un deserto) dove Manon,
nelle braccia dell' amato Des Grieux (Armiliato), muore di sete e di
stenti. Grandi applausi per tutti alla fine ma sopratutto per il
soprano e il tenore. (ANSA).
MUSICA: DESSI'-ARMILIATO, ASSIEME PER L'AMORE
E L'ARTE /ANSA
SUCCESSO A VIENNA CON 'MANON LESCAUT' E DUETTO IN RADIO
(ANSA) - VIENNA, 6 FEB - Un duo fortunato nella vita e sulla scena,
e non solo: dopo il successo riscosso in questi giorni alla
Staatsoper a Vienna in Manon Lescaut di Giacomo Puccini, Daniela
Dessì e Fabio Armiliato, si rivelano anche un duetto affiatato ai
microfoni della radio austriaca, che li ha intervistati per un
matineé radionofico, in onda nei prossimi giorni sul primo canale
Oe1.
Genovesi entrambi, vicini di casa per anni senza conoscersi, Daniela
e Fabio si direbbe che ce l'hanno messa tutta per evitarsi, fino a
che il destino ha preparato loro un appuntamento che gli avrebbe
cambiato la vita. Avevano già cantato assieme un paio di volte, ma è
stato con l"Andrea Chenier' di Giordano che è scoccata la scintilla
che ha fatto nascere l'amore e il sodalizio artistico. Oggi sono una
coppia affermata e ricercata nei migliori teatri lirici.
A Vienna, per la ripresa di Manon Lescaut (regia di Robert Carsen,
direttore Miguel Gomez-Martinez), hanno conquistato il pubblico:
quello in platea la sera alle recite, e quello che ha assistito
ieri, nella Sala Mahler della Staatsoper, alla registrazione
dell'intervista radiofonica.
Per la Dessì, la carriera era cominciata prestissimo, in famiglia: a
due anni già cantava arie di Mozart in casa. Poi ha bruciato le
tappe anche come comparsa a Caracalla per arrivare presto al
debutto a soli 17 anni. Dal repertorio barocco, a Mozart, a Verdi,
la svolta fu con Muti alla Scala con Mozart. Oggi, dice, purtroppo
Mozart non glielo offrono più: di voci come la sua, di colore scuro,
piena, ce ne sono poche in giro per cui viene prevalentemente scelta
per opere difficili verdiane o appunto come la Manon pucciniana. Il
suo cammino, spiega, è sempre stato per tappe, "non traumatico, per
rispetto della voce". Oggi "i cantanti corrono troppo per diventare
famosi, bisogna correre invece per diventare bravi e tenere i piedi
per terra", dice criticando la 'hollywoodiziazione' del canto.
Anche Armiliato crede allo studio e ai buoni maestri, e critica quei
cantanti che mettono l'ego avanti all'arte. Ammette che ha dovuto
studiare molto perché la sua voce arrivasse a quello che è oggi.
Oltre ai giganti Caruso e Gigli, i suoi modelli sono Franco Corelli
e Carlo Bergonzi, che gli hanno trasmesso l'insegnamento dell'umiltà
e del servizio. "L'opera - gli disse una volta Corelli - non morirà,
mai è troppo bella". Era "molto umile, una cosa molto rara", dice
aggiungendo che Corelli gli suggeriva sempre per modestia di "non
sentire i suoi dischi".
Anche Bergonzi credeva nel servizio: "noi cantanti siamo solo degli
interpreti, e dunque al servizio per trasmettere alle nuove
generazioni, lasciare al genere umano, questa grande arte del canto
vecchia 400 anni", ha detto Armiliato fra gli applausi.
Anche sulla regia la coppia vede allo stesso modo: moderna sì ma
senza stravolgere opera e la musica. Fra i vari intermezzi scelti
per la trasmissione radiofonica, uno bellissimo della Dessì, l' aria
dalla Tosca 'Vissi d'arte...', e un altro altrettanto famoso e
difficilissimo di Radames nell'Aida cantato da Armiliato: "é un'aria
davvero difficile", dice il tenore citando ilarità in sala perché il
pensiero corre all'apertura della Scala con Aida, quando il Roberto
Alagna abbandonò la scena dopo essere stato fischiato.
Infine la Dessì e Armiliato ammettono di avere studiato tutta la
vita per due ruoli ardui nei quali ora, separatamente, debutteranno:
'Norma' di Bellini lei, 'Otello' di Verdi lui.
Poi di nuovo assieme in 'La Forza del destino' di Verdi nel 2008.
(di Flaminia Bussotti) (ANSA).
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