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Roma: TOSCA
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26, 29 Novembre 2006

Giacomo Puccini
Tosca
Melodramma in tre atti
in forma semi-scenica


DANIELA DESSI',Tosca
FABIO ARMILIATO, Cavaradossi
JUAN PONS, Scarpia
ANGELO NARDINOCCHI, il Sagrestano, Sciarrone, Un Carceriere
MAURO BUFFOLI, Spoletta
GIAMPAOLO FIOCCHI, Angelotti

Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano
Coro Voci Bianche Associazione "A. Longo"
STEFANO CUCCI, maestro del coro

Coro Pueri Cantores Arts Academy
ANNALISA PELLEGRINI, maestro del coro

Direttore FRANCESCO LA VECCHIA
Regia MAURIZIO DI MATTIA
Light Designer SANDRO VITTORI



ORCHESTRA SINFONICA DI ROMA DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ROMA
 

 

 

 

 

 

 

 


  REVIEWS


"Tosca": allestimento minimal cast eccellente

Cast eccellente, direzione puntuale, allestimento minimale ma efficace, con una splendida Daniela Dessì, Fabio Armiliato e Juan Pons.
Attenti a quei due: Daniela Dessì e Fabio Armiliato, Tosca e Cavaradossi di grande bravura e comunicativa nella Tosca pucciniana che ha aperto con vivo successo la stagione dell'Orchestra Sinfonica di Roma all'Auditorium della Conciliazione.

A. Gasponi  IL MESSAGGERO, 29 novenbre 2006


Saturday, December 02, 2006

UNA TOSCA SUPERIORE ALLE ASPETTATIVE

Puccini-Tosca D. Dessì, F. Armillato, J. Pons Coro Lirico Sinfonico Romano- Coro di Voci Bianche Associazione “A. Longo”, Orchestra Sinfonica di Roma della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. Direttore Francesco La Vecchia Regia Maurizio di Mattia. Scenografia: Michele della Coppa Costumi: Anna Biagiotti

Il 19 gennaio 1900 con “Tosca” nasce il dramma musicale del Novecento in Italia, precorrendo di un lustro “Salomé” di Richard Strauss con cui salpa il dramma musicale tedesco. E’ difficile concepire “Tosca” in versione da concerto (con i cantanti in smoking e la partitura su leggii) data la tensione del magnifico libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giocosa che asciugarono in tre secchi atti il drammone in cinque atti di Victorien Sardou. E’ ancor più arduo pensare a “Tosca” come inaugurazione di una stagione sinfonica. Due sfide a cui l’Orchestra sinfonica di Roma della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma ha risposto superando qualsiasi aspettativa.
L’Orchestra opera nell’Auditorium di Via della Conciliazione che è stato per oltre quattro decenni la casa dell’Accademia di Santa Cecilia. Nel giro di pochi anni, si è fatta un pubblico affezionato di 4000 abbonati grazie alla politica di prezzi praticata (con forti incentivi, inoltre, per giovani e per anziani) ed agli orari comodi della domenica pomeriggio e del sabato sera. Conta, inoltre, oltre che sul suo direttore musicale stabile, Francesco La Vecchia, su maestri concertatori ospiti di fama internazionale. “Tosca” è, però, uno di quei drammi in musica che fanno tremare anche i più esperti: due anni fa – ricordiamolo – molti spettatori e critici restarono delusi dal nuovo allestimento presentato al Maggio musicale fiorentino.

Il successo della “Tosca” presentata all’Auditorium di via della Conciliazione si deve a tre determinanti: la regia, le voci e l’orchestra. In primo luogo, non è stata una versione da concerto, ma un’edizione semi-scenica in cui – frutto della collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma – sono stati utilizzati costumi ed elementi scenici dell’allestimento che il maggior teatro d’opera romano ha presentato nella recente tournée in Giappone. L’azione si svolge sul proscenio mentre dietro l’orchestra proiezioni di stampe ed acquarelli rievocano il clima del giugno 1800 . Tradizionale, ma efficace, la regia di De Mattia. Eleganti i costumi . Sapienti le proiezioni.
In secondo luogo, i tre protagonisti (Daniela Dessì, Fabio Armiliato , Juan Pons) hanno cantato diecine di volte “Tosca” ; quindi, non devono guardare la bacchetta del maestro concertatore. Cantando di fronte all’orchestra fondono a meraviglia le loro voci con i suoni degli strumenti. Daniela Dessì è probabilmente una delle più efficaci interpreti di “Tosca” in questi anni: la sua è una lettura altamente drammatica del personaggio unita ad uno forte carica erotica nei duetti con Armiliato. Ha strappato applausi a scena aperta più volte specialmente nel secondo atto- quando il suo “Vissi d’arte” ricordava quello della Tebaldi. Pons è uno Scarpia impeccabile anche se tradizionale, Armiliato un Cavaradossi esemplare nel modulare la voce per conservarla sino a “E lucean le stelle” (altri applausi a scena aperta).

L’orchestra, last but not least, afferra la sfumature di una partitura che può sembrare facile unicamente ad un ascoltatore distratto , ma che si articola in un gioco complesso di mezze tinte, di frammentazioni e di abbandoni sinfonici.

Roma, Auditorium di Via della Conciliazione 26 Novembre 2006

 
 


 

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