UNA TOSCA SUPERIORE ALLE ASPETTATIVE
Puccini-Tosca D. Dessì,
F. Armillato, J. Pons Coro Lirico Sinfonico Romano-
Coro di Voci Bianche Associazione “A. Longo”,
Orchestra Sinfonica di Roma della Fondazione Cassa
di Risparmio di Roma. Direttore Francesco La Vecchia
Regia Maurizio di Mattia. Scenografia: Michele della
Coppa Costumi: Anna Biagiotti
Il 19 gennaio 1900 con “Tosca” nasce il dramma
musicale del Novecento in Italia, precorrendo di un
lustro “Salomé” di Richard Strauss con cui salpa il
dramma musicale tedesco. E’ difficile concepire
“Tosca” in versione da concerto (con i cantanti in
smoking e la partitura su leggii) data la tensione
del magnifico libretto di Luigi Illica e Giuseppe
Giocosa che asciugarono in tre secchi atti il
drammone in cinque atti di Victorien Sardou. E’
ancor più arduo pensare a “Tosca” come inaugurazione
di una stagione sinfonica. Due sfide a cui
l’Orchestra sinfonica di Roma della Fondazione Cassa
di Risparmio di Roma ha risposto superando qualsiasi
aspettativa.
L’Orchestra opera nell’Auditorium di Via della
Conciliazione che è stato per oltre quattro decenni
la casa dell’Accademia di Santa Cecilia. Nel giro di
pochi anni, si è fatta un pubblico affezionato di
4000 abbonati grazie alla politica di prezzi
praticata (con forti incentivi, inoltre, per giovani
e per anziani) ed agli orari comodi della domenica
pomeriggio e del sabato sera. Conta, inoltre, oltre
che sul suo direttore musicale stabile, Francesco La
Vecchia, su maestri concertatori ospiti di fama
internazionale. “Tosca” è, però, uno di quei drammi
in musica che fanno tremare anche i più esperti: due
anni fa – ricordiamolo – molti spettatori e critici
restarono delusi dal nuovo allestimento presentato
al Maggio musicale fiorentino.
Il successo della “Tosca” presentata all’Auditorium
di via della Conciliazione si deve a tre
determinanti: la regia, le voci e l’orchestra. In
primo luogo, non è stata una versione da concerto,
ma un’edizione semi-scenica in cui – frutto della
collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma –
sono stati utilizzati costumi ed elementi scenici
dell’allestimento che il maggior teatro d’opera
romano ha presentato nella recente tournée in
Giappone. L’azione si svolge sul proscenio mentre
dietro l’orchestra proiezioni di stampe ed
acquarelli rievocano il clima del giugno 1800 .
Tradizionale, ma efficace, la regia di De Mattia.
Eleganti i costumi . Sapienti le proiezioni.
In secondo luogo, i tre protagonisti (Daniela Dessì,
Fabio Armiliato , Juan Pons) hanno cantato diecine
di volte “Tosca” ; quindi, non devono guardare la
bacchetta del maestro concertatore. Cantando di
fronte all’orchestra fondono a meraviglia le loro
voci con i suoni degli strumenti. Daniela Dessì è
probabilmente una delle più efficaci interpreti di
“Tosca” in questi anni: la sua è una lettura
altamente drammatica del personaggio unita ad uno
forte carica erotica nei duetti con Armiliato. Ha
strappato applausi a scena aperta più volte
specialmente nel secondo atto- quando il suo “Vissi
d’arte” ricordava quello della Tebaldi. Pons è uno
Scarpia impeccabile anche se tradizionale, Armiliato
un Cavaradossi esemplare nel modulare la voce per
conservarla sino a “E lucean le stelle” (altri
applausi a scena aperta).
L’orchestra, last but not least, afferra la
sfumature di una partitura che può sembrare facile
unicamente ad un ascoltatore distratto , ma che si
articola in un gioco complesso di mezze tinte, di
frammentazioni e di abbandoni sinfonici.
Roma, Auditorium di Via della Conciliazione 26
Novembre 2006