LA
ZINGARA GUERRIERA - Un notevole
battage pubblicitario ha preceduto
la prima esecuzione assoluta de
La Zingara Guerriera, opera in
due atti su musica del compositore
Luigi Nicolini. Non poteva avvenire
diversamente considerato che
quest’opera ha segnato il debutto in
qualità di librettista del noto
conduttore televisivo Paolo Limiti e
che l’esecuzione in forma di
concerto di questo lavoro è stata
realizzata anche grazie alla
collaborazione con la rivista
“L’Opera”. Non è inutile quindi
sottolineare quanto l’esecuzione
della Zingara Guerriera
abbia costituito prima di tutto un
evento dal carattere fortemente
mediatico in grado di coinvolgere
diversi vip provenienti dalle
differenti branche del mondo dello
spettacolo accorsi a festeggiare
l’eclettico ideatore del soggetto
dell’opera che durante la sua
carriera ha affiancato la conduzione
di trasmissioni televisive
all’attività di collaboratore di
artisti della musica leggera
italiana in qualità di autore di
canzoni e di scrittore di testi di
commedie musicali....
Per un avvenimento così
pubblicizzato non potevano certo
mancare nomi di particolare richiamo
nel cast che infatti schierava
alcune fra le voci italiane più
quotate dell’attuale panorama lirico
internazionale cui va ascritto il
non trascurabile merito di aver
aderito con grande professionalità
ad un’operazione che
presentava stimoli musicali così
scarsi.
E’ stato veramente un grande piacere
per me riascoltare la voce di
Daniela Dessì, davvero in forma
smagliante. Questa nostra cantante
sta raccogliendo i frutti di una
carriera saggiamente amministrata
grazie ad una solidissima tecnica ed
a scelte di repertorio sempre
adeguate alle proprie
caratteristiche vocali. La voce
della Dessì dotata in natura di una
pastosità timbrica e di una
carnosità inconfondibili che
conferiscono sempre al suo canto una
sensualità tangibile, ha permesso al
soprano ligure di caratterizzare una
protagonista fortemente passionale.
Con gli anni la Dessì ha saputo
mitigare certa asperità del registro
acuto caratteristica dei suoi esordi
che oggi risuona infatti più morbido
e più omogeneamente saldato al vero
e proprio rigoglio vocale dei centri
che non hanno perso nulla del
preziosissimo smalto originale.
Considero la Dessì uno dei più
paradigmatici esempi di quanto possa
essere insuperabile il colore di una
voce autenticamente italiana quando
ben emessa come nel suo caso: si
tratta di una corposità timbrica
calda e vellutata che inutilmente si
cercherebbe in voci di soprano
lirico provenienti da altre aree
geografiche. Siamo di fronte ad una
cantante che tutto il mondo ci
invidia, bisogna riconoscerlo con
compiaciuto orgoglio. La grande
esperienza dì questo soprano è
infine evidente in una musicalità
infallibile e nel fraseggio sempre
rifinito in grado di conferire
sostanza ed interesse anche alla
modesta inventiva melodica di
Nicolini.
Anche il tenore Fabio Armiliato si è
ritagliato una considerevole fetta
di successo personale rendendosi
autore di una prova molto
convincente. La voce di Armiliato è
dotata di una maschia brunitura e di
uno squillo più che apprezzabili che
gli hanno permesso di delineare un
Aleardo credibile per valore
militare ed impeto appassionato. Il
legame sentimentale che lo lega alla
Dessì è come sempre evidente nel
grande affiatamento che questi due
cantanti hanno maturato nell’arco
delle loro innumerevoli
collaborazioni; questo affiatamento
permette loro di risultare sempre
molto verosimili nei panni di una
coppia amante come nel caso di
Aleardo e Estella e puntualmente
quando questi due cantanti si
trovano a condividere la scena come
nei duetti di quest’opera, tale
incontro si traduce in un momento
teatrale sempre molto coinvolgente.
Fulvio Zannella
OPERACLICK - Maggio
2007
Musica Classica
La zingara guerriera
Libretto di Paolo
Limiti, musica di
Luigi Nicolini.
Milano, Teatro Dal
Verme Operazione
nostalgica quella di
Paolo Limiti, di
comporre un'opera in
due atti, anno 1848,
tra furori
risorgimentali,
amori impossibili
fra il duca Aleardo
e la zingara
Estella, in un
non-lieto fine
assicurato?
Forse, ma non può
essere che la
nostalgia - il
desiderio del
ritorno - faccia
bene? Se non altro
al cuore della gente
che delle opere
contemporanee non
gradisce molto,
tanto a volte sono
cervellotiche,
perciò lontane dal
pubblico. La
sensiblerie
dell'opera di
Limiti-Nicolini è
tardoromantica, si
direbbe
straussiana-pucciniana
e i riferimenti si
colgono nei duetti,
nel brindisi, negli
ariosi, soprattutto
nell'aura dolcemente
fatale che perdura
lungo i due atti.
Nicolini è abile nel
reinventare una
musica per nulla
zuccherosa o
roboante, anzi
delicata, con un
tessuto orchestrale
sostanzioso ma che
lascia il canto
libero. Il libretto
di Limiti, pur con
qualche eccesso di
letterarietà, è
essere coerente
nell'impostare lo
svolgimento del
dramma e nel
raccontarlo.
Certo, nel 2007 non
si può tornare
all'antico, ma
reinventarlo sì, e
allora l'operazione
diventa lavoro
intelligente,
raffinato se è fatto
con passione e con
l'occhio diretto ai
sentimenti più
immediati.
Della Zingara, un
momento intenso - a
parte quelli
brillanti, come la
marcia, o alcuni
duetti delicati -
resta il finale,
così preciso, nel
tremolo degli archi
che si accende e si
spegne favorendo
l'immagine del
tramonto senza
tragedia, pur nella
sofferenza della
morte.
Certo, voci come
quella fragrante di
Daniela Dessì,
quella virile di
Fabio Armiliato e
melodiosa di Roberto
Servile,insieme
all'ottimo Coro del
Municipale di
Piacenza, alla
valida Orchestra
Toscanini diretta da
un determinato
Steven Mercurio
hanno giovato, e
molto, alla bella
impresa di
Limiti-Nicolini.
Si attende la
messinscena
dell'opera, data in
forma di concerto.
Con qualche
aggiustamento, com'è
naturale. E con la
speranza che altri
autori inventino
melodrammi, pur non
tonali come la
Zingara, ma come
questa pieni di
passione.
Mario Dal Bello Città Nuova 27
Maggio 2007
ZINGARA PER UN
GIORNO
Per questo debutto
sono state fatte le cose in grande,
un cast di protagonisti di livello
internazionale, l'Orchestra della
fondazione Toscanini diretta da
Steven mercurio e il coro del teatro
municipale di Piacenza hanno fatto
sì che l'esecuzione in forma di
concerto riscuotesse un caloroso
successo da parte del foltissimo
pubblico del teatro milanese. Casa
Ricordi, un marchio di prestigio
nella nostra storia musicale, ha
deciso di editare l'opera.
Grandi interpreti,
si diceva. E' innegabile che Fabio
Armiliato e Daniela Dessì abbiano
dato un grandissimo contributo alla
realizzazione dell'opera; i due
bravissimi artisti, con entusiasmo,
si sono cimentati nei ruoli di
Aleardo e estella, forti delle loro
qualità vocali e, se da una parte la
Dessì ha sfoggiato una qualità
timbrica e una corposità vocale
d'eccezione, dall'altra Fabio
Armiliato ha fatto suo il
personaggio di Aleardo con uno
smagliante squillo tenorile e una
tenuta vocale di tutto rispetto;
sembrava che il ruolo fosse scritto
per lui.